
Smemorandum
So poco e quel poco che so tendo a dimenticarlo in fretta.
Cosi sono costretto ad imparare sempre tutto di nuovo e a farmi continuamente delle sciocche domande, tipo: “perchè vivo?”
Un disadattato nella società dei megaesperti, degli extraspecialisti, degli infopinionisti, degli ipertecnici, dei gurueconomici, dei tecnoeruditi.
Ammiro gli sforzi patetici di tutti questi superprofessionisti che brancolano nel buio su tutto, ma si sforzano di apparire credibili…
Per una manciata di euro giurano che è nero, per qualche dollaro in più tutto diventa immediatamente bianco.
Disprezzano la coerenza perchè, nonostante tutte le giga di memoria a disposizione, non sono in grado di elaborare e prevedere nulla di signivicativo volto a migliorare le criticità terrene, che ci rendono spesso irritabili e più brutti di quello che potremmo essere.
Se ricordassi anche io, tutte le falsità di questi spacciatori di pseudo-certezze, apparterrei senz’altro alla maggioranza sociopatologica d’Italia e farei senza dubbio una liposuzione pur essendo normopeso e senza cellulite.
Il muro è crollato ma la fede scricchiola: Dio ultimamente è così in-credibile… che si stà mettendo in fuorigioco da solo.
Tutto è molto complesso ed io continuo a farmi semplici domande per trovare semplici risposte.
A volte le trovo…e vorrei comunicarle a tutti, ma le dimentico così in fretta da tornare ogni mattina alla solita routine,
come se non le avessi mai e poi mai trovate.
Il mio maestro, di non rammento cosa, mi diceva sempre:”Ricorda il memorabile, senza scordare le impressioni, così tutto sarà indimenticabile, prima dell’oblio”.
Mi sovviene ora che il mio maestro spesso beveva.
Vi aspetto, non ricordo dove e quando, ma ci troveremo prima o poi!!!
Posted 4 months, 2 weeks ago at 00:48. Add a comment

Posted 5 months, 4 weeks ago at 20:52. Add a comment

Posted 7 months ago at 17:31. Add a comment

Posted 8 months ago at 16:10. Add a comment
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Posted 8 months ago at 19:49. Add a comment
MONOLOGO in Due Tempi 2003

TRAMA
Lo spettacolo è un monologo in due tempi, arricchito con nove canzoni.
Si racconta, con ironia, la storia di uomo esasperato, esaurito, economicamente e sentimentalmente rovinato, che è “costretto” a tornare sulla scena per fare fronte ad esigenze esistenziali ed economiche, solo apparentemente divergenti.
Incalzato da una situazione disastrosa deve affrontare il pubblico senza avere la possibilità di eludere i temi al centro della sua conclamata crisi esistenziale. Sarà quindi obbligato ad aprirsi per parlare del suo amore perduto… da riconquistare con la creatività, scrivendo canzoni, riconsiderando e rilanciando la relazione, mentre le sue urgenze economiche gli impongono di riflettere sulla situazione generale, dei mercati e dei mercanti, della finanza e dei finanziamenti.
Mibtel, Dow Jones, Irpef, Iva ed una Previdenza Sociale, sempre più imprevidente ed imprevedibile, sono le parole chiave, di una società televisiva, che irrompono sulla scena con la prepotenza della loro incomprensibilità. Una divertente favola, un esilarante incubo ed altre buffe situazioni tentano di dare senso concreto a queste parole della nostra quotidiana illogicità.
Così attraverso un percorso spirituale personale, intravede una speranza e tenta di riprendere contatto con i suoi impulsi più profondi anche a costo di scomode prese di coscienza…ma è tempo di scelte importanti…O la Borsa O la Vita!


Locandina originale
Posted 1 year, 6 months ago at 20:09. Add a comment
COMMEDIA in Due Atti 1999
PERSONAGGI:
SATURNIA, padrona di casa
GIUDITTA, ragazza a servizio
ADELMO, vicino di casa
ERMETE, tecnico
MELAMPO, aiuto tecnico
MARITO di Saturnia, una voce telefonica
AMANTE VIRTUALE di Saturnia, un’immagine audivisuale

DESCRIZIONE SCENA
La scena rappresenta il piano inferiore della casa di Saturnia e suo marito, con al centro l’impianto multimediale, cuore tecnologico dell’appartamento.
A sinistra si accede da fuori, nell’ingressetto.
La scala porta al piano superiore e quindi al tetto, per gli interventi alla parabola. A destra la porta ad arco immette nelle altre stanze, quali il bagno, la cucina, e la camera da letto di Saturnia.
Il resto dell’arredamento è funzionale per cene frugali e brevi riposi.
TRAMA
Una sindrome è sempre il complesso di tutti i sintomi oggettivi e soggettivi caratterizzanti un quadro clinico.
Sat in sanscrito significa essenza, essere, verità assoluta.
Quindi malattia dell’essere, della verità o anche se vogliamo trascendere dell’essere supremo (om tat sat).
Al contempo Sat è l’abbreviativo comunemente riferito a satellite.
Quindi ci si occupa anche dei sintomi oggettivi e soggettivi della società tecnologica basata sulla trasmissione di informazioni via satellite.
Un piano individuale ed un piano sociale, un piano immanente ed uno trascendente.
Un intreccio originale ed avvincente si snoda seguendo il destino dell’impianto multimediale, cuore tecnologico dell’abitazione di Saturnia e suo marito.
Tutti i personaggi provano ad intravedere un futuro diverso attraverso la filosofia, la tecnologia, la letteratura, il sesso.
I guasti delle apparecchiature elettroniche trovano inquietanti ed esilaranti similitudini con i guasti interiori di ogni personaggio.
Tutti arriveranno se non alla soluzione, almeno alla coscienza dei propri problemi.
Al limite del grottesco, un divertente gioco, per cercare una distanza dall’uso passivo e consumistico dell’alta tecnologia, alla quale stiamo affidando il futuro.
Posted 1 year, 6 months ago at 19:11. Add a comment
COMMEDIA in due Atti 1997
PERSONAGGI:
PADRE TUROLDO, frate
AURORA ELLE, psicoterapeuta
GABRIELE COTI, trenta anni
DINA LAGNA, giornalista
GIAN LO TURCO, operatore TV
CLAUDIO IL FONICO
OMAR BASARA, settantacinque anni
TAZIO DARSEVIA’, sessantasei anni
DONNA AGNESINA, sessantaquattro anni
DARIO, cinquantadue anni
VITTORIA, cinquanta anni
DESCRIZIONE SCENA
La storia si svolge nell’abbazia di Santa Massa, in Val di Fassa, convento di frati Trappisti, situato in cima ad un irto e boscoso colle.
La scena, la stessa per i due atti, rappresenta contemporaneamente i tre ambienti agìti: sulla sinistra il cortile-chiostro, al centro il salone, alla destra la camera di Gabriele Coti.
Vi sono poi, tre ambienti invisibili: l’atrio, spazio tra il cortile ed il salone; il refettorio, la cui entrata è posta al centro, in fondo al salone; ed il passaggio dietro la parete libreria, in camera di Gabriele Coti, dal quale si accede in altri spazi.
Nel cortile, stretto da un colonnato e su di un prato curato, vi è un tavolo di pietra con tre sedie.
Dal cortile, si accede tramite un’arcata, nell’atrio, dal quale, poi, si entra in salone.
Il salone, arredato con un divano, una poltrona, un tavolinetto ed un televisore, ha sul fondo, la porta del refettorio, con ai suoi lati due aperture. Dalla sinistra si accede all’atrio e da quella destra alla porta della camera di Gabriele Coti.
Quest’ultima, è arredata con una scrivania con computer, su di un tappeto stagliata su di una parete libreria.
L’elemento determinante, per isolare l’ambiente via via usato, è la luce.
TRAMA
E’ la storia di un uomo che elabora una strategia per rendersi libero di vivere ed amare.
Tutto accade nell’Abbazia di Santa Massa in Val di Fassa, convento di frati trappisti, sito in cima ad un irto e boscoso colle.
Lì, tra le mura, è cresciuto Gabriele Coti, affidato alle amorevoli cure di Padre Turoldo, dopo che vicende drammatiche gli scatenarono notevoli disturbi alla capacità comunicativa.
Unico varco, la via telematica precorsa e percorsa dal ragazzo, per annunciare al mondo, la sua grande invenzione chimico - estetica fonte di fama e ricchezza.
Grande preoccupazione di Padre Turoldo, che sente di non poter reggere all’impatto dei media. Allo scopo di sostenere il ragazzo il frate chiama al convento la bella ed intelligente psicoterapeuta Aurora Elle, improvvisa determinante energia per Gabriele.
Una scatenata “scooppante” troupe televisiva, raggiunge il novello inventore, ed amplifica rilanciandola via etere, la notizia.
Multinazionali, ed emissari commerciali sono sulla pista dell’invenzione miliardaria, ma a giungere al convento sono altri e più emozionanti personaggi, legati alla complessa e moderna genesi procreativa ed educativa del ragazzo.
Tra conti da chiudere e nuovi conti da aprire, l’ipotesi di una rinnovata vita, si concretizza, con una possibile impennata demografica.
Posted 1 year, 6 months ago at 18:58. Add a comment

Il leone, l’asino, e la volpe fecero società fra loro e se ne andarono a caccia. Quand’ebbero fatto un buon bottino, il leone invitò l’asino a dividerlo tra di loro. L’asino fece tre parti uguali e invitò il leone a scegliere. La belva inferocita gli balzò addosso, lo divorò e poi ordinò alla volpe di far lei le parti. Essa radunò tutto in un mucchio, lasciando fuori per sé solo qualche piccolezza, e poi lo invitò a scegliere. Il leone allora le chiese chi le aveva insegnato a fare le parti così. “E’ stata la disgrazia dell’asino”, rispose la volpe.
Esopo
Posted 1 year, 6 months ago at 18:29. Add a comment
ATTO UNICO 1987
PERSONAGGI:
BEPPE GNORA
MAMMA MARIA, sua moglie
ZIOCHICCO, scienziato
PADRE CURATO, parroco
FIGLIO VENTURO, detto il Pupillo
A causa dell’imprevisto sviluppo della vicenda, solo due personaggi, quindi due attori, saranno in scena,
e precisamente:
PEPINO PI, autore
ATTORE IN PROVETTA, attore
DESCRIZIONE SCENA
Pochi essenziali elementi caratterizzano la scena. Alla parola degli attori é lasciato il compito di evocare gli ambienti agiti.
I luoghi sono rappresentati simbolicamente: dalla sedia sulla destra, per casa Gnora; alla pianta artificiale in materiale sintetico, per il laboratorio scientifico; e sulla sinistra l’inginocchiatoio, per la parrocchia.
Una provetta in plexiglas, di dimensione umana, su di un carrellino da trasporto, esaurisce la dotazione necessaria per la rappresentazione.
Dei pannelli, bianchi e neri, convergenti verso un pannello centrale, fungono da quinte laterali ed accolgono gli elementi e l’azione degli attori, permettendo grande varietà e rapidità di entrate ed uscite. La luce, di cui i pannelli bianchi assumeranno il colore, avrà a sua volta il compito di definire i luoghi e le atmosfere.
TRAMA
Un autore, Pepino Pi, mette su compagnia, per rappresentare la sua commedia “IL FIGLIO VENTURO”.
Tra gli attori serpeggia sfiducia, tanté che Pepino, si accorgerà la sera della prima, di essere solo in scena.
Si sente tradito, perciò inveisce contro i suoi colleghi, non comprendendo come il resto della compagnia non accordi fiducia ad un autore-attore come lui, arrivato al teatro…
Pepino non può sopportare l’insuccesso della sua creatura artistica, ed allora “…se é vero che la scienza mi é amica, se é vero che l’era é tecnologica, se é vero che il progresso va di pari passo con l’ amplesso…” é anche vero che un teatro nuovo, nasce dalla necessità di misurarsi con leggende moderne. Manipolazione genetica, provette, clonazione.
Una piece divertente, esilarante, per ironizzare su di una tematica attuale, ma inverosimilmente antica come il mondo.
IL FIGLIO VENTURO, verrà finalmente rappresentato, lasciando salva l’illusione di Pepino, di essere un grande autore.


Massimo Siraco Mauro Fratini



Posted 1 year, 6 months ago at 19:18. Add a comment