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2010 Ferragosto Romanello

2010, FERRAGOSTO ROMANELLO.

Ferragosto: carceri che scoppiano, spiagge troppo piene, città che non si svuotano… in troppi ovunque… possibile che il più vuoto di Mezzo Agosto sia io, che per trovare un nocciolo da cui ripartire… dovrò ripassare la trafila Donna Moderna, Repubblica, Settimana Enig-Mistica, Matthieu Ricard, Osho, Corriere dello Sport.

Sono in ferie, e osservo incredulo come mi ha ridotto l’attività primaria-remunerativa: un concentrato iper-metabolico di sforzi passati tendenti al nulla, sebbene profittevoli per qualcun altro. Che amarezza, sarà dura tornare in città, in sembianze di sereno essere umano.

Il litorale romano si presenta radioso nella sua decadenza inarrestabile, con palese discrepanza tra la cura irrigantosa delle erbette all’interno delle cancellate private, delle villette condonate, e il degrado arido e totale degli spazi pubblici.

Strade abbandonate, buche sulle strade, erbacce lungo le strade, cassonetti nauseabondi per le strade, fontanelle secche agli angoli delle strade… orde di gestori parassiti hanno attaccato tutto dalle cancellate in poi… e le strade non erano attrezzate per sopravvivere.

Un tempo a Ferragosto, festa della Beata Vergine Assunta in cielo, in famiglia, era vietato dire ad alta voce la parola Bocchino, perché sinonimo volgare di Pompino, impronunciabile in quanto riferito a Fellatio, pratica aborrita da Santa Romana Chiesa, per il periodo, in ferie a Castel Gandolfo.

Ora in questi tempi purulenti tutti invocano a gran voce il Bocchino, affinché senza abbassare la testa, ci porti alla liberazione !!! Impossibile direi… Siamo in totale confusione.

Sarà per questo che quando ho visto, sul lungomare sassoso di breccole, sgranate dal ciglio delle buche , una madre in pareo, che inseguiva urlando e picchiando il suo bambino in ciabattine numero 32-33, ho per un attimo pensato che fosse tornata l’ora di un’educazione più virile e decisa.

Ho sperato che la donna colpisse ancora il fanciullo con un calcio alla bocca dello stomaco e quando il reo, si fosse piegato per accusare il colpo, con un gancio ed un uppercut, la santa madre lo abbattesse, lasciandolo segnarsi le carni abbronzate sulle pietre bianche e aguzze.

La beata donna, in estasi alla vista del sangue, gridava rapita: “tu sarai un cittadino onesto, e avrai come stella cometa il senso civico!”… e giù calci ai fianchi…

Purtroppo o meglio per fortuna, è bastato incrociare lo sguardo della madre alla prima batteria di schiaffi, affinché lei si ritraesse sorpresa dall’impeto pedagogico e tutto ciò non avvenisse.

La vista contro sole, di un palmo di stoffa rossa che accelera fuggente il passo, per creare una salvifica distanza, carezzandosi il braccino colpito, con il volto di tre quarti all’indietro e un occhio lacrimevole che implora perdono, mi smuove dentro.

Ripenso al modello educativo della passata generazione, lontano dal rispetto dell’altro, basato sul principio di umiliare per educare. Noto che fa ancora danni, sebbene allo stato dei fatti non abbia prodotto grandi risultati.

Genitori autoritari, ma assenti, ci hanno donato una classe dirigente priva di ogni autostima, vere belve umane da affermazione compulsiva a tutti i costi.

Infatti, oggi a Ferragosto mentre io farnetico assolato, loro ruttano Prosecco di Valdobbiadene, e stanno rubando il limone nel fritto misto di paranza dal piatto del loro vicino di tavolo.

Io brindo sereno a Mezzo Agosto con una imbevibile Romanella.

15 Agosto 2010

Mauro Fratini

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Posted in Pensieri 4 years, 1 month ago at 18:34.

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