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La definitiva irrealizzazione

Ho finalmente capito, non sono niente e voglio restare in questo stato di assoluta assenza di tutte le qualità, di tutte le volontà, di tutte le probabili definizioni che determinano quell’essere umano chiamato, per non so quale fortuita combinazione cosmica, me .

Nessuno mi ha chiesto se volessi aderire alla vita e a nessuno dunque devo rendere conto.

Sono anni che ci provano, i bastardi, a darmi una definitiva collocazione nel mondo ma eroicamente resisto e confondo talmente tanto le acque da non sapere più neanche io chi potrei essere se credessi necessario e importante darmi una consistenza duratura e credibile.

Purtroppo la natura reclama esistenza, evoluzione, azione considerata e sconsiderata.

Perciò quando si affaccia prepotente un barlume di volontà trovo una maniera formalmente corretta di arginare la situazione … se devo rispecchiare qualcosa decido di voler rispecchiare il vuoto, il niente, ossia … l’Italia, un paese senza presente, senza futuro, senza la minima idea di cosa fare per sfiorare la dignità nel lavoro, la dignità nell’istruzione, la dignità del vivere con regole civili e condivise.

Anche l’escreto fecale ha delle qualità estetiche ed organolettiche, ma per quanto possibile la maggior parte degli esseri italici sublima qualsiasi attributo, vagando in una inconsistenza esistenziale coatta, supportata da pochi euro di tecnologia diffusa che ha lo scopo di mascherare un’ignoranza e una pochezza che poche civiltà del passato hanno toccato.

Magari non mangiavano, ma qualcosa capivano, se è vero che i Babilonesi già avevano calcolato la radice quadrata di 2, concetto alla base del pensiero irrazionale.

E’ un falso e stucchevole luogo comune dire che “prima” si stava meglio di “adesso”, tuttavia se ti viene diagnosticato il morbo di Gehrig ti accorgi che non sempre il futuro sarà più roseo del presente.

Testicoli ambulanti ce ne sono sempre stati , pure cattivi e infami, ma noi siamo i peggiori geni, xy e xx, in circolazione , perché ora sappiamo e vediamo…

Sappiamo che ci sono tutti i mezzi per stravincere la lotta alla penuria, alla ignoranza, alla emarginazione ma ci lasciamo convincere che la nostra finalità sia quella di difendere l’orticello della finta felicità, del finto perbenismo, del finto benessere.

Vediamo che a un metro c’è il vero paradiso terrestre, non quello ipotizzato da fantasiosi manipolatori, ma guai a lasciare l’inferno.

I ricchi devono restare ricchi solo loro e i loro familiari, i potenti devono restare potenti solo loro e i loro familiari, i diritti acquisiti sono inalienabili anche se sostenuti da chi non li avrà mai , solo loro e i loro familiari.

L’esperimento di rispecchiarsi nell’Italia è miseramente fallito e non fa bene, e meglio perseguire in segreto la via della definitiva irrealizzazione : non avere più nessuna velleità, nessun bisogno da esaudire, nessun pensiero da comunicare, ti tiene lontano dalla competizione che per affermarti ed esistere ti porterebbe ad aderire al modello del cittadino tipo disegnato per il nuovo millennio dalle nostre elite politico-culturali: un egoista raccomandato senza palle egocentrico vigliacco finto solidale liberale, che venderebbe la madre la sorella la moglie la figlia e la zia vecchia per un briciolo di carriera, una manciata di soldi, una mezza scopata , un appartamento prestigioso anche se non rifinito, e con un solo credo : che lo prenda in culo sempre un altro…anche se non è vero.

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Posted in Pensieri 3 years, 9 months ago at 17:40.

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